La Pazza Gioia

Quando le donne perdono la testa per le persone sbagliate, diventano matte. E tutto quello che fanno, per amore naturalmente, diventa giusto e sbagliato al contempo.
Solo che il mondo dei “normali” certe cose non le può capire e su quella sottilissima linea che separa il dolore dalla malattia ci sono Beatrice e Donatella. La prima è una logorroica e sedicente contessa, a suo dire con conoscenze nel jetset internazionale (Valeria Bruni Tedeschi), e l’altra è Donatella (Micaela Ramazzotti), fragile e silenziosa, distrutta dalla sua tragedia famigliare che nasconde dietro i suoi silenzi e la pelle tatuata.
Le due si conoscono perchè ospiti di Villa Biondi, una comunità terapeutica per donne con disturbi mentali. Approfittando di un momento di disattenzione da parte degli addetti, le due scappano: comincia così una moderna e nostrana versione di Thelma e Louise, ma dai toni più profondi e delicati.
La location di Villa Biondi è in realtà una tenuta agricola abbandonata fuori Pistoia, circondata da vivai e piuttosto elevata. Durante le riprese, le attrici professioniste sono state mischiate con altre che venivano dal Dipartimento di salute mentale di Pistoia, il cui centro diurno ospita anche un laboratorio teatrale.
Virzì è voluto tornare nella sua toscana e nei luoghi a lui più cari, dalla città natale Livorno alle bellissime province di Lucca e Pisa, per mostrarne le meraviglie più nascoste e più celebrate (come lo scenografico carnevale di Viareggio).
La casa in cui risiedono i genitori di Beatrice, e che viene utilizzata per ospitare le troupe che vi girano film e serie televisive, è la meravigliosa Villa Mansi di Segromigno in Monte, a Capannoni.

La dimora risale al 1600 circa e venne acquistata nel 1675 dal marchese Raffaello Mansi, famiglia molto conosciuta in Europa nel campo della mercatura della seta. Villa Mansi è famosa per l’eleganza delle sue linee architettoniche e per la bellezza dei suoi giardini. Fra i numerosi affreschi che decorano l’interno della Villa, quelli del salone centrale sono sicuramente i più interessanti grazie all’opera del pittore neoclassico Stefano Tofanelli, molto apprezzato da Elisa Baciocchi, principessa di Lucca e sorella di Napoleone Bonaparte.
Villa Mansi ospitò spesso sovrani e ambasciatori provenienti dai più disparati stati Europei, qui invitati dalla repubblica di Lucca per un piacevole soggiorno.
Durante la fuga, le due donne si ritrovano sul lungomare di Viareggio e anche al locale Seven Apples di Marina di Pietrasanta, dove secondo la sceneggiatura Donatella lavorava come cubista.
Infine, le due ragazze si concedono una sontuosa cena in uno degli hotel più belli di Montecatini, La Pace. Ovviamente non hanno soldi e si ritroveranno a scappare inseguite dal métre e dai camerieri.
Un film divertente, emozionante e pieno di significati, anche questa volta Virzì è stato capace di farci ridere e riflettere.

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