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La Sicilia di Nuovo Cinema Paradiso

Nel piccolo paese siciliano di Giancaldo, due anni dopo la fine della II Guerra Mondiale,  il cinema è l’unico divertimento. Davanti ad una platea chiassosa, ma anche emotiva, il “parroco-gestore” fa passare sullo schermo celebri film americani e italiani, dopo adeguati tagli di cui si occupa l’anziano Alfredo, il proiezionista, che inizia ai misteri della macchina da proiezione Salvatore, detto Toto, un ragazzino di dieci anni figlio di un disperso in Russia e fanatico frequentatore del cinema .



Quando la cabina si incendia perché  Alfredo ha voluto proiettare anche in piazza un film comico, Salvatore, dopo aver salvato Alfredo, che per le ustioni al volto rimarrà cieco, prende il suo posto nel rinnovato Cinema Paradiso. Ormai adolescente si innamora di Elena, ma viene chiamato alle armi e lei non si fa più trovare da lui. Dopo il servizio militare Salvatore non torna più a Giancaldo, seguendo il consigli di Alfredo di cercare il suo avvenire altrove. Passano trent’anni:  Salvatore è diventato un affermato regista e torna al paese quando sa della morte di Alfredo, e scopre che questo gli ha lasciato un ultimo grande regalo.

l paesino Giancaldo non esiste realmente, ma è il nome di una montagna che sovrasta Bagheria, città natale di Giuseppe Tornatore; anche il cartello della stazione ferroviaria e nell’autostrada sono stati piazzati dal regista per rendere meglio l’effetto scenico.



Gli esterni del film sono stati girati tra i paesi di Bagherlia, Cefalù, Castelbuono, Palazzo Adriano, Termini Imerese e molti alti. L’edificio del cinema nella realtà non esiste, venne ricostruito interamente e collocato in via Nino Bixio,  affacciato sulla fontana ottagonale Barocca, datata 1608, e al termine delle riprese smontato. Tuttavia si possono ancora riconoscere le case attigue dove Alfredo proietta “ I pompieri di Viggiu” con protagonista Toto Le riprese all’interno del cinema sono della Chiesa di Maria Santissima del Carmelo sempre a Palazzo Adriano, paese piuttosto vicino alle città di Prizzi e Corleone, che entrambi anno passato i loro nomi a Hollywood. Le due chiese Maria Santissima del Carmelo e Maria SS Assunta si affacciano sulla stessa piazza. E’ proprio fuori dalla chiesa Maria SS Assunta che le donne del paese fanno asciugare la salsa di pomodoro al sole. L’adolescente Toto (Marco Leonardi) siede sulla scalinata della chiesa a meditare sui consigli di Alfredo e lascia Giancaldo per inseguire una carriera nel cinema a Roma.



Palazzo Adriano fu originariamente un assediamento bizantino  e queste chiese, costruita nel XVI secolo, erano di rito bizantino, oggi invece di rito latino. Le strade devastate dalla guerra, attraverso le quali Toto cammina con sua madre dopo aver ricevuto la notizia della morte del padre, sono i Ruderi Di Poggioreale, attualmente città fantasma che fu distrutto da un terremoto nel 1968. La città abbandonata è distante pochi chilometri da Nuovo Poggioreale.
Spostandosi  verso  Cefalù, si trova Castelbuono, con il Castello dei Ventimiglia, risalente al XIV simo secolo, che nel film diventa la scuola di Toto. La fortezza fu costruita da Francesco I  Ventimiglia su una collina chiamata San Pietro di  Ypsigro,  e venne rinominato poi Castello del Buon Aere. Per sei secoli è stata casa della famiglia Ventimiglia.ma venne acquistata dalla municipalità nel 1920 ed è oggi aperta al pubblico.



Cefalù invece si presenta come un dedalo di stradine dall’aria medioevale che si intrecciano e dal mare salgono fino a convergere ai piedi di una gigantesca rocca, la Rocca di Cefalù, che la domina e rende il suo profilo particolarmente riconoscibile. Qui c’è il monumento più importante della città, il Duomo d’origine normanna, la cui storia è attraversata da miti e leggende. Cefalù è stata sede di numerose dominazioni, a partire dai greci che gli diedero quello che, più o meno, è il nome attuale, Kefaloidion, che significa testa o capo.  Un’altra caratteristica che rende Cefalù un posto unico sono le Porte sul mare, immerse nella cinta muraria antichissima: della quattro porte originali, rimane solo Porta Marina, che appare nella pellicola.

Vi lascio con la scena più commovente del film: quando Toto “scarta” e scopre il regalo che gli ha lasciato Alfredo.


 

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